Dove finiscono le nostre memorie?
Nel giardino le memorie si custodiscono.
Messe a riposo, trovano un posto in cui stare, a dimora.
Alcune memorie chiedono di essere custodite, altre di essere silenziate.
Nel giardino c’è posto per tutte.
Le memorie, i ricordi, gli attimi accaduti in un presente che ha significato.
Le cose sperse, che raccontano di me quando sto in silenzio.
IL PROGETTO
L’installazione si presenta come un giardino artificiale composto da fiori realizzati con materiali di recupero. Sono presenti 300 piccoli piedistalli in cemento in cui sono inserite aste di ferro di altezza variabile: sulla sommità, una molletta di legno trattiene un foglio di carta su cui è scritta una memoria. L’insieme di questi elementi genera un paesaggio fitto e attraversabile, un piccolo labirinto di aiuole e percorsi in cui il pubblico può muoversi liberamente, leggendo e sostando. Ogni foglio custodisce una memoria, personale, anonima e reale.
Il pubblico può scegliere se e come partecipare perché nel giardino sono presenti due postazioni differenti. Nella postazione grafica sono presenti carte e cartoncini per scrivere o disegnare la propria memoria. Nella postazione sonora, un microfono permette di registrare la propria memoria, che entra a far parte di un paesaggio sonoro diffuso. Le voci raccolte si intrecciano in un coro continuo, leggero e stratificato, che attraversa lo spazio come un elemento naturale, simile al vento tra i fiori.
Questo coro accompagna l’esperienza in modo discreto, creando una presenza diffusa.
Accanto alla possibilità di lasciare, esiste anche quella di raccogliere. Se una memoria entra in risonanza con chi la incontra, il foglio può essere staccato e portato via, proseguendo il proprio percorso altrove. Il giardino si trasforma così continuamente, costruendo nel tempo una trama viva di storie che si muovono, si incontrano e si rinnovano.
INTENZIONI
Il progetto nasce dal desiderio di trasformare l’esperienza personale in una dimensione condivisa, offrendo uno spazio in cui i ricordi possano emergere e trovare una forma.
L’intenzione è rendere visibile ciò che solitamente resta interiore, attivando una relazione diretta tra chi partecipa e l’ambiente che lo circonda.
Il giardino diventa così un luogo di attenzione e ascolto, in cui la memoria si modifica, si rinnova e si intreccia con quella degli altri.
L’opera si sviluppa come un sistema aperto, capace di accogliere contributi diversi e di trasformarsi nel tempo.
A CHI È RIVOLTO
Il Giardino delle Cose Sperse è uno spazio particolarmente adatto all’infanzia, perché si basa su un gesto semplice, intuitivo e accessibile: lasciare una traccia di sé.
Per bambini e bambine, il giardino diventa un luogo di esplorazione e scoperta, in cui la memoria non è intesa come qualcosa di distante o complesso, ma come esperienza concreta, immediata e creativa. Scrivere, disegnare, raccontare o registrare un ricordo permette di sviluppare una prima consapevolezza del proprio mondo interiore e del valore della condivisione.
La relazione tra infanzia e memoria è profondamente legata all’immaginazione: i ricordi si mescolano facilmente a invenzioni, desideri e visioni. Il progetto accoglie questa dimensione senza distinzione, riconoscendola come parte autentica del processo.
Allo stesso tempo, il confronto con le memorie degli altri introduce un primo livello di ascolto e di empatia, stimolando la capacità di riconoscere esperienze diverse dalla propria.
Il giardino diventa così uno spazio educativo non didattico, in cui l’infanzia può esercitare libertà espressiva, attenzione e relazione, attraverso un’esperienza sensibile e condivisa.
MODALITÀ ESPOSITIVE
L’installazione è modulare e può essere adattata a spazi interni ed esterni, variando dimensioni e configurazione in base al contesto.
Nel corso dell’esposizione il giardino cresce attraverso il contributo del pubblico, modificando progressivamente la propria forma.
La gestione è semplice e richiede interventi minimi, mentre la presenza delle componenti sonore arricchisce l’esperienza rendendola più immersiva.
Il progetto può essere ulteriormente sviluppato attraverso attivazioni specifiche, momenti di restituzione o adattamenti pensati per contesti itineranti, mantenendo sempre la sua natura dinamica e relazionale.
A cura di Consorzio Balsamico
Regia di Virginia Franchi
Scenografie di Deda Artusi
Consorzio Balsamico
Anche per gli eventi gratuiti la prenotazione è obbligatoria.
| Data | Orario | Luogo | Azioni |
|---|---|---|---|
| 19/11/2026 | 16:00 - 18:30 | Il Boccio Vedi mappa | Biglietti |
| 20/11/2026 | 16:00 - 18:30 | Il Boccio Vedi mappa | Biglietti |
| 21/11/2026 | 11:00 - 12:30 | Il Boccio Vedi mappa | Biglietti |
| 21/11/2026 | 16:00 - 18:30 | Il Boccio Vedi mappa | Biglietti |
| 22/11/2026 | 10:00 - 12:30 | Il Boccio Vedi mappa | Biglietti |
| 22/11/2026 | 16:00 - 18:00 | Il Boccio Vedi mappa | Biglietti |
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